Un successo l’incontro con il comune per mobilità alternativa Jungo…forse!

Il nuovo post del nostro Capogruppo in Consiglio Regionale, Davide Bono, non può che farci tornare alla mente l’incontro con l’Assessore a Polizia Municipale e Commercio (tra le altre deleghe), Sig. Tealdi e la Comandante della Polizia Municipale, Sig.ra Chionetti, avvenuto sabato 21 settembre, presso il Comune di Mondovì con a tema la nostra raccomandazione per l’adozione del sistema di mobilità alternativa, Jungo.

Premesso chelogo_top1 per un errore nostro l’incontro ha avuto inizio con circa trenta minuti di ritardo, non possiamo che ricordare soprattutto la fretta dell’Ass. Tealdi  nel lasciare il tavolo di discussione: certo, gli operai di Riva, di Valeo, di CIOP, di PastaSi e di altre azienda ancora, “premevano alle porte” con la loro manifestazione a difesa dei propri posti di lavoro; ma visto che c’eravamo, e s’era destinato del tempo all’incontro, si poteva, tutti, impiegarlo al meglio. Insomma, preparata e documentata sul tema la Sig.ra Chionetti, “distaccato” l’Ass. Tealdi.

Andando nel merito dell’incontro, che dire…? S’è concluso con un ponzio-pilatesco “sentiremo la Provincia”, esattamente così com’era iniziato. E sentirlo dire da un leghista, presunto convinto federalista, quelli del “padroni a casa nostra” images, fa un certo effetto soprattutto a noi che siamo per la politica dal basso e che chiedevamo che il sistema Jungo, o qualsiasi altro sistema sulla stessa falsariga, venisse “adottato” dal Comune e da capofila del progetto lo propagasse ai Comuni limitrofi.

La proposta di Jungo nasce come “reazione” ai continui tagli al Trasporto Pubblico Locale (TPL) ed alle difficoltà economiche che incontrano in questo momento storico le famiglie monregalesi, e non solo. Una sorta di autostop organizzato. Pertinenti le osservazioni della Comandante Chionetti circa il finanziamento e l’impegno di risorse umane per un progetto del genere, sul chi dovrebbe vigilare sull’affidabilità degli utenti e sul fatto che un progetto del genere dovesse superare i confini comunali. Un po’ meno quelle dell’Ass. Tealdi paradossi e battute da bar in puro stile “celoduristico”: forse prima di patire e far patire ai propri concittadini tagli al TPL indiscriminati, si sarebbe dovuto convincere la Provincia e la Regione, toh, guarda caso, “dello stesso colore” dell’Ass. Tealdi, che prima dei tagli indiscriminati si sarebbe dovuto provare a razionalizzare l’esistente e poi, solo poi, partite con i tagli di intere linee ferroviarie o corse automobilistiche.

Questo il nostro pensiero, ma la storia insegna che le cose stanno andando in maniera diversa.

A latere si sono toccati sommariamente vari aspetti della mobilità cittadina e non solo:

1) biciclette e piste ciclabili: “Mondovì non è una città per biciclette”, indovinate che l’ha detta? Concesso che Mondovì è divisa in tre tronconi, con Piazza di difficile gestione, a Breo e Altipiano, e tra questi due quartieri, si potrebbe provare ad usare di più le biciclette; ma fin quando mancheranno le piste ciclabili non se ne avrà mai la riprova che sia una buona idea o meno.

2) ascensore Breo Altipiano: aiuterebbe gli spostamenti in città, magari anche di quei ciclisti che potrebbero trovare ostica “l’arrampicata” ad Altipiano. Ma il progetto è fermo. Quindi rimaniamo nel campo delle ipotesi.

3) bici elettriche: il Comune di Mondovì aveva partecipato ad un bando; nessuno dei presenti aveva notizie in merito.

4) car-sharing: s’è detto in riunione che i servizi attivati in questi anni hanno avuto scarso successo; certo che se a Mondovì non c’è una sola auto in car-sharing, difficile che si possa parlare di successo o fallimento.

5) ferrovie: dolenti note, linee dismesse a go-go che, se non sono già state occupate da nuove strade (linee dismesse dopo l’alluvione del 1994), o se i binari non sono stati già rubati (linee di vecchia e recente dismissione), vorrebbero essere utilizzate da associazioni di ciclisti per creare una rete di piste ciclabili a collegare vari Comuni. Resta il fatto che Mondovì è molto penalizzata da una linea Torino-Savona molto ridimensionata. Paradosso dei paradossi: la costruzione delle varianti di Pianfei e Beinette (inaugurate a metà del 2011) s’erano eretti dei bei cavalcavia a scavalcare la ferrovia (chiusa nel 2012) spendendo milionate di euro. Euro sperperati, buttati al vento. E “avevo provato a parlare con la Gancia ma ormai era tutto fatto”. Chi l’avrà detta questa?

6) autobus: han dovuto sostituire parte dei treni…e i chilometri in generale sono stati ulteriormente tagliati.

Insomma il panorama della mobilità a Mondovì è quello che è, nonostante il Comune abbia pure avuto la “fortuna” di usufruire di cospicue somme per un fantomatico Movicentro.

Certo è che se si aspetta di avere la domanda per dare l’offerta, come Comunità non progrediremo mai. Altrettanto certo è che…è più facile che il proprio figlio si metta d’accordo con tre amici, piuttosto che dover pensare ad un piano della mobilità alternativa per un città come Mondovì che faccia lavorare in sincrono i vari mezzi di trasporto, quelli rimasti e futuribili.

Creare, offrire, per generare, stimolare la domanda. Se si aspetta solo la domanda per concludere una “vendita”, campa cavallo… e l’Ass. Tealdi, fu agente di commercio, dovrebbe ricordarselo. “Sentiremo la Provincia”.

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