RESOCONTO SERATA “QUALE REVISIONE PER IL PIANO REGOLATORE”

Venerdì 6 dicembre si è tenuta a Mondovì la prima di una serie di serate organizzate dal gruppo locale del MoVimento 5 Stelle incentrata sulla revisione del piano regolatore cittadino (PRGC), arrivato ormai al suo decimo anno di vita.
Hanno partecipato all’incontro l’ingegnere Mirko Busto, parlamentare del MoVimento 5 Stelle facente parte della Commissione Ambiente della Camera, ed il geometra Federico Sandrone del forum “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”. Ha moderato la serata ed integrato gli interventi dei due relatori, contestualizzandoli alla realtà di Mondovì, Federico Costamagna cittadino eletto per il M5S al Consiglio Comunale di Mondovì.

da sinistra a destra Geom. Federico Sandrone, di “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, Federico Costamagna, cittadino eletto per il M5S al Consiglio Comunale di Mondovì e Mirko Busto, cittadino eletto per il M5S alla Camera dei Deputati.
da sinistra a destra Geom. Federico Sandrone, di “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, Federico Costamagna, cittadino eletto per il M5S al Consiglio Comunale di Mondovì e Mirko Busto, cittadino eletto per il M5S alla Camera dei Deputati.

Busto ha delineato la proposta di legge a 5 Stelle “Terra bene comune”, nata dal recepimento delle istanze delle associazioni che sul territorio italiano si occupano di questa tematica e volta a colmare il vuoto legislativo per un settore regolato, ad oggi, soltanto da una legge del 1942.
Punto centrale della legge è lo stop di consumo di suolo che, contrariamente a quanti molti pensano, non è un principio volto a tutelare soltanto l’ambiente e il paesaggio, ma può e deve diventare il volano da cui far ripartire l’economia, sia per ciò che riguarda il settore agricolo (per tendere alla sovranità alimentare, data la crescente domanda di cibo dei paesi in via di sviluppo), sia in quello edile (tramite, ad esempio, il recupero degli edifici abbandonati e dismessi). Senza dimenticare l’effetto di rivalutazione degli immobili già esistenti, tanto più se ristrutturati.

Sandrone ha evidenziato come le normative regionali seguano il proponimento di salvaguardare il territorio da inutili sprechi di suolo. Recita infatti il Piano Territoriale Regionale : “I nuovi impegni di suolo a fini insediativi e strutturali possono prevedersi solo quando sia dimostrata l’inesistenza di alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti. In particolare è da dimostrarsi l’effettiva domanda previa valutazione del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato, di quello sotto-utilizzato e di quello da recuperare” . Ci si chiede allora perchè si continuano ad osservare cantieri che, in barba a tali disposizioni, portano avanti il processo distruttivo di cui sopra. E qui entra in gioco l’equilibrio tra diritti edificatori del privato e la salvaguardia del suolo inteso come bene comune. Elencando fior di sentenze del Consiglio di Stato, Sandrone ha spiegato chiaramente che i diritti edificatori del privato non sussistono e che un Comune può trasformare un terreno da edificabile in agricolo se ritiene che questa operazione sia a vantaggio del bene comune.

Quindi il MoVimento 5 Stelle Mondovì ritiene che la prossima revisione del PRGC dovrà prendere tale direzione, al fine di salvaguardare il nostro territorio da interventi devastanti che sono davanti ai nostri occhi. Si pensi ai cantieri in svolgimento e a quelli appena terminati, che portano alla costruzioni di abitazioni per lo più invendute che provocano un ulteriore deprezzamento delle case esistenti, i cui proprietari devono pagare fior di balzelli…

Proponiamo quindi che l’attività edilizia sia rivolta al recupero degli edifici vuoti e fatiscenti, di aree dismesse all’interno della città, del recupero energetico del costruito. E che il comune attui tutti gli strumenti a sua disposizione per favorire imprese e privati in tale opera. Ricetta che ha già avuto successo altrove: da ricordare infatti l’esempio di Desio (MB) comune da oltre 40.000 abitanti che nel 2011, con in mente una visione del proprio territorio proiettata al 2050, ha varato una variante parziale al PRGC la quale ha ridestinato 950.000 mq ad aree agricole, 350.000 mq a servizi comunali e 150.000 mq a zone di non trasformazione urbanistica, tutte aree in precedenza destinate ad edilizia residenziale o commerciale: questa variante da sola ha fatto ripartire l’edilizia locale che era ferma a causa dell’enorme offerta di immobili già esistenti e soprattutto a causa del potenziale ulteriore incremento dell’offerta dettata dal PRGC del 2009: nessuna impresa edile, neppure le più grandi, aveva dato seguito alle autorizzazioni a costruire ottenute. Per contro non appena varata la variante è partito il recupero e/o riqualificazione energetica di immobili esistenti con enorme beneficio dell’economia locale, soprattutto delle imprese più piccole, impegnate in piccoli e molteplici cantieri.

Per concludere si sono visionate le splendide immagini scattate da John Aimo dalla sua mongolfiera…La bellezza dei centri storici di Mondovì, frutto di antica sapienza e rispetto per il territorio si accosta a tanti deturpamenti che costellano la nostra città.

Più di tante parole, quelle immagini ci dicono chiaramente come e dove agire. In fretta. Il tempo ormai è scaduto.

MoVimento 5 Stelle Mondovì

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