FONDAZIONE CRC – DADONE (M5S): C’E’ DEL MARCIO A CUNEO, PADOAN FACCIA LUCE

La Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo è per attività tra le prime 10 in Italia, da alcuni punti di vista dovrebbe rappresentare un vanto per il territorio invece, a guardare gli intrecci d’affari che sembrano esserci, la Fondazione guidata da Ezio Falco potrebbe diventare un bubbone spaventoso. È quanto ho sostenuto come Deputato del Movimento 5 Stelle in una interrogazione parlamentare.

La documentazione prodotta dal Gruppo 19 marzo, che ringraziamo, e le numerose interrogazioni parlamentari che si sono succedute nel tempo, dal 2006 in poi, fanno pensare che ci sia del marcio a Cuneo. Qualcosa di grosso ma che si fa fatica a voler vedere.

A differenza di molti che ci hanno preceduto non siamo interessati e non vogliamo entrare nelle beghe e nei giochi spartitori dei partiti sui posti in Fondazione ma vogliamo far luce sugli intrecci d’affari che sembrano legare il Presidente della Fondazione ad una rosa di nomi che guarda caso ritroviamo in numerose società locali. Alcuni con cariche dirigenziali amministrative, altri con partecipazioni societarie, altri ancora con incarichi di vigilanza e controllo, tutti insieme appassionatamente in quello che sembra il grande club del conflitto di interessi.

E così può capitare che l’imprenditore che si aggiudica i lavori di ristrutturazione da parte della Fondazione sia anche socio (a sua insaputa?) della moglie e di una dipendente di fiducia dell’allora Presidente del Collegio sindacale della Fondazione nella stessa società che finanzia il buco di bilancio dell’azienda di proprietà del Presidente della Fondazione.

Un groviglio che vede la Piemonte Advisor Building srl, la Polo Grafico spa, la Media di Carrara Roberta & C. sas, la Riserva di Pesca Valle Pesio scarl, la Newspaper Milano srl e altre società locali, legate le une alle altre da sei nomi che gravitano o hanno gravitato intorno alla Fondazione CRC. Alcuni dei quali, ovviamente, sembrano avere sponsor politici nell’uno e nell’altro schieramento, tanto da poter considerare il modello cuneese come un modello larghe intese ante litteram (il modello precursore delle larghe intese).

Ad ogni modo, secondo la normativa vigente, è il Ministero dell’Economia e delle Finanze a dover vigilare sulle Fondazioni, per questo chiediamo che il Ministro Padoan faccia luce sulla vicenda e lo faccia non come i suoi predecessori che girarono semplicemente la domanda alla stessa Fondazione per avere chiarimenti sulle eventuali condizioni di conflitto d’interesse.

Chiarezza è quello che chiedono i cittadini per evitare che quella di Cuneo si trasformi in una nuova Monte de Paschi”.

Fabiana Dadone
Cittadina eletta alla Camera dei Deputati per il MoVimento 5 Stelle

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