Il MoVimento 5 Stelle Mondovì ci sta pensando

Il 14 dicembre scorso il settimanale Unione Monregalese pubblicava un editoriale del proprio direttore dal titolo “Un’idea di città (o di paese)…” (al link 01_001.pdf e 04_004.pdf l’ediotoriale) che si domandava, partendo dalla crisi dell’edilizia, quale sviluppo si sta pensando per la nostra città. Di seguito il nostro umile pensiero, pubblicato dallo stesso settimanale:

L’essere umano è una brutta “bestia”, l’italiano medio idem ed il monregalese di poco si discosta da quest’ultimo.

Non più tardi di un mese fa il MoVimento 5 Stelle Mondovì si presentava ai monregalesi senza un programma formale da snocciolare durante la serata e senza candidato sindaco che per molti, a quanto pare, sembrerebbe essere ancor più importante del programma. La nostra idea è che il programma lo debbano scrivere i cittadini ed il candidato sindaco sceglierlo gli attivisti.

Il secondo incontro che ha avuto luogo lo scorso lunedì ha visto partecipare meno persone che per la presentazione e questa volta memori delle critiche abbiamo stampato alcune copie del nostro programma per Mondovì, derivazione di quello nazionale, in modo da poterlo discutere coi convenuti, lasciando però due paginette bianche per le idee che gli stessi avessero voluto proporre. Abbiamo discusso solo i punti riguardanti l’urbanistica e l’edilizia e le critiche alle nostre idee non sono mancate. E diciamo pure “meno male”.

Siamo “mammoni”, ma anche individualisti; abbiamo bisogno del leader da venerare e seguire, ma vogliamo anche fare solo ciò che più ci aggrada e quando lo vogliamo; lasciamo fare agli altri, per avere modo di essere nella posizione di poter poi criticare. Siamo così, siamo italiani.

Don Avagnina che si domanda se “ci stiamo pensando” a quale tipo di città (o paese) vogliamo per il futuro, pianificata o “lasciandoci spiazzare da ciò che capita”, centra una parte del problema, secondo noi: chi deve decidere il proprio futuro e come? Questa è la domanda che ci poniamo noi movimentisti. Ed il nostro metodo è chiaro: democrazia partecipata, dal basso. Ma se il monregalese medio non partecipa ai processi decisionali, demandando ad altri l’onere di dare una risposta a Don Avagnina, siamo così sicuri che ci (essere umani, italiani, monregalesi) meritiamo tanta democrazia?!?

Andando al nocciolo…urbanistica ed edilizia: è giusto che un Comune debba far cassa in maniera preponderante con gli oneri di urbanizzazione avendo in mente la propria sopravvivenza? E’ giusto che a decidere come sarà la Mondovì del futuro siano solo le lobby dei palazzinari che hanno un interesse solo (profitto)? E’ giusto che a deciderlo siano solo i singoli cittadini che vorrebbero l’agognata casetta di proprietà (soddisfazione di una necessità personale)? E’ giusto che a deciderlo sia solo un gigante della GDO italiana piuttosto che straniera che ha in mente, nuovamente, un solo interesse (profitto)?

Noi crediamo che nessuno di queste “categorie” (e chissà quante altre ancora se ne potrebbero citare) singolarmente debba permettersi il lusso di ipotecare il futuro delle generazioni future: nessuna logica di profitto e nessuna necessità personale dev’essere soddisfatta senza la condivisione della cittadinanza, tutta.

Noi alcuni idee, per quanto riguarda l’urbanistica e l’edilizia, le abbiamo, magari criticabili e migliorabili, ed un censimento accurato degli edifici ad uso civile e commerciale esistenti ne è alla base:

Introduzione di referendum comunali per i progetti urbanistici e le nuove costruzioni;

Elaborazione di un Piano Energetico Comunale.

Stop alla costruzione di nuovi edifici se non adeguatamente giustificata da ragioni di interesse pubblico;

Incentivare la ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici esistenti;

Incentivare l’installazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili;

Riduzione in 5 anni di almeno il 10% dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici;

Imporre la classe A come livello massimo di consumi energetici per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti.

Recupero del patrimonio edilizio esistente a fini abitativi con formula di edilizia sovvenzionata (programma regionale “10.000 alloggi entro il 2012”);

Assicurarsi che le case in affitto soddisfino i requisiti di agibilità ed idoneità;

Nuove e piccole edificazioni private ad uso civile su terreni “vergini” (no urbanizzazioni massive!) dovranno rispondere a requisiti stringenti quali essere prima casa, avere un vincolo temporale in cui risiedervi, prevedere scambio di cubature e rifarsi alla bio-edilizia;

Per contro la costruzione su aree compromesse e dismesse sarà incentivata (anche con aumenti di cubatura).

Pochi metri cubi in più, ma tanto lavoro per tutti. E vorremmo che tanti monregalesi ci facessero pervenire le loro osservazioni (mondovì@piemonte5stelle.it), che migliorino ed anche stravolgano le nostre idee, sempre nell’ottica della salvaguardia del cittadino che sia esso operaio, imprenditore, studente, pensionato, industriale, commerciante o impiegato.

Sarebbe bello, forse utopico, radunare intorno ad un tavolo come se vivessimo in una città (o in un paese) perfetta, Comune, cittadini, impresari, architetti, urbanisti, ecc…, per disegnare assieme il profilo, ma anche il futuro, della nostra città. Nell’interesse di tutti e non solo di una sola categoria o di una parte della cittadinanza.

E l’utopia, come scrisse un noto giornalista e scrittore uruguagio, è quella che ci fa continuare a camminare.

MoVimento 5 Stelle Mondovì

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