I boschi della Valle Pesio lasciamoli ai nostri figli

A commento di questa news Davide Bono esprime la sua opinione.

Il progetto di una centrale a combustione di biomasse a Chiusa di Pesio lascia perplessi da molti punti di vista.
Si sottovalutano innanzitutto le emissioni di inquinanti: la combustione del legno crea sostanze nocive come ossidi di azoto, polveri sottili, monossido di carbonio, idrocarburi policiclici e diossina, senza contare le emissioni dei mezzi dedicati al trasporto del legname.

In secondo luogo, ammesso che si riesca a garantire la costanza del prelievo a filiera corta, al danno creato dal disboscamento spesso si aggiunge quello della costruzione di nuove piste forestali, tenuto anche conto del fatto che ci troviamo nell’area del Parco del Marguareis.
Nell’articolo si fa riferimento alla bassa qualità del legname nostrano rispetto a quello del Trentino. Lido Riba tralascia tuttavia di dire che sia in Trentino, sia oltralpe (Francia, Austria, Svizzera) non ci si sogna di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma ci si limita a sfruttare i residui di lavorazione del legno a fini termici.
Le centrali a biomassa legnosa hanno una scarsa efficienza elettrica, e l’utilizzo di tale fonte per produrre energia elettrica è motivato da fini puramente speculativi. La legna viene pagata ai proprietari secondo il valore di mercato, mentre chi la utilizza incassa contributi pubblici per 0,28 euro a kilowattora (tre volte il prezzo di mercato).

Nella nostra Regione continua mancare una seria pianificazione della produzione di energia da fonti rinnovabili o presunte tali, e non vengono in alcun modo valutati i costi ambientali derivanti dal proliferare di impianti a combustione di biomasse.

Davide Bono – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

Nel frattempo a Rossana la centralina a biomasse sta per fare questa fine

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