Gettoni di presenza e costi della politica

Il motto “fuori i soldi dalla politica” è stato coniato dagli attivisti ed eletti del MoVimento 5 Stelle in tempi non sospetti, prima ancora, molto prima, che i neo-presidenti delle Camere mettessero addirittura in piedi la “corsa al taglio” dei loro compensi a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni.

Per gli eletti del MoVimento 5 Stelle il ridursi lo stipendio, o non percepire addirittura nulla per l’opera che si presta, non è un atto di eroismo, è solamente la logica conseguenza a quanto in cui credono, ovvero che ricoprire la carica di amministratore pubblico o legislatore è da vedersi come un “servizio civile” a favore della collettività, servizio che accoppiato al “due mandati e a casa” delinea ancor più chiaramente il ruolo dei cittadini a 5 stelle nelle istituzioni: prestarsi per un lasso limitato di tempo alla collettività e poi tornare a fare la propria vita sperando di aver servito al meglio il prossimo.

Anche i “padri costituenti”, per quanto riguarda i compensi, la pensavano così, tanto che con una legge del 1948 (la n°1102 del 9 agosto), abrogata nel 1965, stabilivano il compenso per i parlamentari in 65.000 Lire, pari a 1.138 Euro di oggi, più rimborsi spese puntuali per chi proveniva da fuori Roma.

Insomma anche per i “padri costituenti” la politica era da considerarsi una sorta di volontariato o poco più.

In quest’ottica i Consiglieri Regionali del MoVimento 5 Stelle eletti nel 2010 in Piemonte ed Emilia Romagna si sono ridotti il proprio compenso a 2.500 euro/mese netti; a seguire, in svariati Comuni dove sono stati eletti consiglieri pentastellati, è avvenuto lo stesso, per culminare nel 2012 con le elezioni regionali siciliane dove gli eletti all’ARS del MoVimento 5 Stelle con le eccedenze dei propri compensi (si trattengono da quanto gli spetta di retribuzione solo 2.500 Euro/mese) hanno costituito un fondo per il microcredito a favore di piccole imprese ed artigiani che si alimenta di circa 100.000 Euro/mese,

Vi avevamo lasciato con questa promessa, il nostro portavoce Consigliere Comunale Federico Costamagna avrebbe rinunciato al gettone di presenza per il Consiglio Comunale e le commissioni. Con la determinazione del Dipartimento Affari Generali, n°2049 dello scorso dicembre, ha visto questa sua volontà rispettata.

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