Riattivate la ferrovia tra Mondovì e Cuneo

Ringraziamo Angelo Marinoni (#AssociazioneFerroviePiemontesi) per il commento a margine dell’articolo de LaStampa

“In realtà il quadro è più complesso e diverso di come lo pone la Stampa che, come al solito, fa il solito discorso approssimativo quando non farcito di inesattezze forse volute.
Il comunicato di Bessone e Isoardi concentra l’attenzione su un punto nodale che scompiglia le carte dei “contra ferrum” cui si iscrive d’ufficio il quotidiano piemontese: lo spreco è nell’infrastruttura sostenibile e abbandonata e non nella presunta bassa frequentazione dell’esercizio ferroviario: anche perché l’esercizio ferroviario non deve essere per forza quello sospeso: non cadenzato, non annuale e male integrato nella rete.
La lunga battaglia per la mobilità sostenibile ha veramente tanti avversari.”

#M5SMondovì


Intervista al candidato Sindaco M5S Mondovì Giuliano Bessone sulla tratta ferroviaria Cuneo Mondovì

Utilizziamo i fondi per l’attivazione del micronido!

Nei giorni scorsi il MoVimento 5 Stelle Mondovì (provincia di Cuneo) per mezzo del proprio consigliere comunale Federico Costamagna, ha interrogato la Giunta per quanto riguarda l’attivazione del micro-nido presso il polo scolastico di Mondovì Piazza.

Non più tardi di qualche giorno fa, in una nota stizzita circa il Federalismo Demaniale diramata dal Comune, il MoVimento 5 Stelle Mondovì veniva invitato ad essere propositivo.

In quest’ottica, che non è mai mancata al M5S cittadino, è da vedersi l’interrogazione succitata: consci di quanto possa essere oggigiorno difficile reperire finanziamenti (soprattutto se non si è capaci a “far sistema”) il M5S Mondovì chiede come siano stati utilizzati i fondi propri e quelli ricevuti da Regione e Fondazione Crc per l’attivazione del micro-nido in questione.

Ad oggi, per quanto ci è dato di sapere, il micro-nido non è ancora funzionante e nessun bando è stato avviato per la sua utilizzazione.

Il M5S, interrogando il Comune di Mondovì propone, quindi, di impiegare a dovere i fondi ricevuti. Non vorremmo mai che gli enti finanziatori un bel giorno chiudessero i già serrati cordoni della borsa a scapito della collettività monregalese per negligenze di taluni.

Ci tacceranno anche questa volta di fare solo propaganda elettorale o ringrazieranno per l’aiuto che stiamo dando loro? 

Purtroppo, per loro – l’attuale ex giunta – parafrasando uel comico che qualche anno fa, parlando di immigrazione, diceva: “non siamo noi che siamo razzisti ma siete voi che siete meridionali”, ecco, non siamo noi che siamo in campagna elettorale, ma sono loro che trasformano ogni atto compiuto durante la loro amministrazione, in un atto, in uno spot elettorale, per garantire la futura rielezione, propria o dei propri sodali.

Spot che a volte sono al pari di alcune pubblicità ingannevoli

Botta e risposta tra i 5 Stelle e il Comune sui vuoti demaniali di Piazza

“Non è dato sapere chi abbia materialmente replicato alla nostra lettera inviata ai media locali in ordine alla questione dei beni demaniali presenti a Mondovì. Il sindaco? La Giunta congiuntamente? La maggioranza consiliare? E se la maggioranza, quale? Quella uscita dalle elezioni del 2012 o quella attuale litigiosa, frazionata in due fronti contrapposti?”.

Partiamo da qui, dall’ultimo atto di una querelle politica che in settimana ha visto protagoniste la sezione monregalese del Movimento 5 Stelle e l’amministrazione Viglione, per raccontarvi i due rispettivi punti di vista sui contenitori vuoti di Mondovì Piazza.

Tutto ha avuto inizio con un comunicato stampa di Giuliano Bessone, candidato sindaco grillino, sul federalismo demaniale, di cui riportiamo uno stralcio: “Per il secondo anno consecutivo il Comune di Mondovì non ha presentato alcuna domanda all’Agenzia del Demanio per quanto riguarda il “trasferimento di beni (del demanio, nda) presenti sul proprio territorio, da valorizzare con progetti di recupero in linea con i programmi di rigenerazione urbana e con le esigenze dei cittadini”, come da decreto legge sul Federalismo Demaniale. Sicuramente gli esponenti “dell’attuale-ex-giunta” potranno declinare meglio e con più dovizia di particolari le due scarne righe che testualmente citavano “Interrogazione sul federalismo demaniale: non è stata inoltrata richiesta di trasferimento di beni di proprietà demaniale presenti sul territorio comunale”, con cui hanno risposto in data 7 febbraio 2017 alla nostra ennesima interrogazione in merito a tale tematica. Magari ci diranno che non c’erano edifici “appetibili”, che tutti ricadevano nel capitolo “eccezioni”; ci diranno che non avevano alcuna idea di recupero, ci diranno che sono stati impegnatissimi col polo scolastico o con la riqualificazione di via Sant’Agostino. Ci diranno tante cose in più, ne siamo certi”.

Un attacco a viso aperto che ha suscitato la reazione immediata del Comune monregalese, con la diffusione della seguente nota: “Ormai qualsiasi tema che chiama in causa il Comune viene usato pretestuosamente ai fini dell’imminente campagna elettorale. Quest’amministrazione, così come quelle precedenti, ha provato a tracciare ipotesi per un riutilizzo dei contenitori vuoti di Piazza. In particolare, se il riferimento è alla caserma “Galliano”, va ricordato che la proprietà di detto fabbricato è del Demanio e che l’opportunità di una sua acquisizione in capo all’ente comunale non può prescindere dal fatto che qualsiasi progetto di un suo riutilizzo debba trovare il pieno appoggio degli enti di livello superiore, quali quanto meno la Regione ed i Ministeri competenti, acché possano mettere in campo le risorse finanziarie necessarie al suo recupero. Bene evidenziare che uno studio effettuato anni or sono dal Politecnico di Torino prevedeva già in allora una spesa stimata intorno ai 25 milioni di euro! Ecco quindi che il coinvolgimento e l’interessamento concreto di chi ha ruoli di tipo politico nelle istituzioni di livello superiore risulta imprescindibile. Il Comune non può essere lasciato solo in questo percorso e solo una volta individuato un progetto che garantisca risorse certe potrà avanzare una richiesta di trasferimento di un bene così importante e significativo come quello della “Galliano”. Lo stesso decreto legge sul federalismo demaniale indica chiaramente che al fine di una sua acquisizione deve sussistere un progetto di valorizzazione credibile e con certezza dei finanziamenti. Se il Movimento 5 Stelle di Mondovì, attraverso i suoi rappresentanti politici e non solo, ha in mano progetti di recupero con il requisito essenziale della disponibilità finanziaria e vuole dare un contributo in tal senso, non mancherà certo la disponibilità del Comune che farà sicuramente la sua parte, ma ad oggi nessuno di essi ha mai manifestato un interessamento”.

Una replica che, tuttavia, ha soddisfatto i pentastellati, come ha spiegato lo stesso candidato sindaco: “In un sol colpo, di fatto, il Comune ci dice che il ministro Costa, l’onorevole Taricco e l’europarlamentare Cirio non sono stati in grado di risolvere il problema per Mondovì. Bingo!”.

Raggiunto telefonicamente, Bessone ha poi approfondito il discorso: “Gli edifici demaniali a Mondovì sono le caserme “Galliano” e “Durando”. Si tratta di due enormi volumi: uno è disabitato dalla fine degli anni Novanta, l’altro è pericolante, infatti chi passa da via Carassone si imbatte nelle transenne che obbligano i pedoni a camminare dal lato opposto. È inutile recarsi ciclicamente alla Cittadella e dire: qui facciamo il politecnico, qui raggruppiamo tutte le scuole, qui facciamo una Pollenzo 2 con l’alberghiero… Questa, a nostro avviso, è solo propaganda fine a se stessa. C’è un rimbalzo di responsabilità che sembra voluto. A noi l’amministrazione ha sempre chiesto di avanzare proposte e noi così abbiamo fatto, ma ad ogni seduta del Consiglio comunale sono state rigettate in maniera sistematica. Per come la vediamo noi, in questi anni non c’è stata assolutamente una strategia diretta al recupero di volumi vuoti a Mondovì da parte dell’amministrazione Viglione, che tira puntualmente fuori il discorso del polo scolastico. Peccato che quello non sia un recupero di volumi, bensì una nuova costruzione a ridosso dei bastioni storici di Piazza”.

La situazione non migliora spostando il discorso su altri contenitori vuoti di proprietà non demaniale: “Faccio un esempio concreto – ha proseguito Bessone –. Qualche mese fa era emerso che l’Asl Cn1 aveva intenzione di alienare i padiglioni Michelotti e Bertone, dicendo che, qualora fossero stati in parte destinati ad uso residenziale, si sarebbero potuto trovare acquirenti. Noi siamo andati direttamente in Asl a discuterne con il direttore Francesco Magni, chiedendo se davvero conoscesse la realtà di Mondovì, dove vi sono già oltre 2000 appartamenti sfitti e inutilizzati. Nel padiglione Michelotti tutti gli impianti sono a norma: uscite di sicurezza, riscaldamento, porte tagliafuoco. È un volume tranquillamente utilizzabile, con un minimo di interventi di adeguamento. Allora perché, sapendo che ci sono criticità nelle scuole secondarie e primarie, il Comune non ha pensato a un riutilizzo dei locali?”.

E ancora: “Si parla di portare nel padiglione Gallo (ex ospedale, ndr) il liceo scientifico: noi, attraverso alcune ricerche, siamo venuti a sapere che quell’immobile è vincolato dal punto di vista dei beni architettonici. Inoltre, le camere di ospedale non hanno le dimensioni di un’aula e le pareti interne non si possono demolire: come si farebbe, quindi, ad adattare i locali ad uso scolastico?”.

Alessandro Nidi (TargatoCN)