Nuovo Palazzetto dello sport a Mondovì: è iniziata la campagna elettorale…

Siamo rimasti stupiti a suo tempo dal contenuto del Documento Unico di Programmazione 2016-18 predisposto dall’attuale Amministrazione Comunale e rilanciato dalla stampa,  in cui si torna a parlare del famigerato polo sportivo con annesso palazzetto dello sport da realizzarsi al Beila e motivato dalla “presenza di due squadre di pallavolo in serie A2”.

Infatti nel 2012 (attenzione, non quello del 2017 in rampa di lancio con il citato DUP), il programma di Viglione recitava testualmente quanto segue

Tradurre in interventi concreti lo studio di fattibilità già predisposto e che prevede  la creazione, in località Beila, di un nuovo centro sportivo polivalente a servizio della città ma anche del bacino comprensoriale monregalese”.

Oppure “ad abundantiam” un palazzetto dello sport si potrebbe fare nell’area ex area Italgas…visto che sempre il Capitolo Grandi Opere del programma Viglione 2012 prevedeva:

la costruzione, premesso uno studio di fattibilità e di sostenibilità gestionale, di un complesso polivalente e polifunzionale ai fini fieristici, per mostre, convegni, cinema, rappresentazioni teatrali e concertistiche. Un’opera che deve trovare la sua collocazione nell’ambito del progetto di recupero dell’area ex Italgas e che riteniamo possa costituire un ulteriore volano capace di rivitalizzare il centro storico ed economico della città e di superare la carenza di strutture con queste caratteristiche in città”.

…sì…un palazzetto sarebbe stato bene pure lì!

Capiamo che si sia sempre in campagna elettorale – soprattutto in questo momento – ma forse sarebbe meglio che chi amministra e chi ha amministrato avesse il buon gusto di smettere di prendere in giro i cittadini e in questo caso due società sportive che tanto hanno investito per rendere grandi le loro squadre e quindi la città tutta.

Per quanto ci riguarda, come MoVimento 5 Stelle Mondovì, pensiamo che se ci saranno delle risorse pubbliche da utilizzare per impianti sportivi dovranno essere utilizzati per mettere a norma ed efficientati gli impianti esistenti, ivi inclusi i palazzetti sul territorio comunale di proprietà della Provincia che, qualora, finalmente, Mondovì dovesse “cambierà colore” ci premureremmo di chiedere in comodato d’uso gratuito.

E pensando che, per esempio, a Civitanova Marche, per una squadra di volley di SuperLega (la vecchia A1) è stato fatto un palazzetto ad hoc da 4200 posti e 7,5 milioni di investimento, di cui 1 dal comune (oltre a 70.000 euro per 30 anni versati al gestore) per soli dieci giorni l’anno a disposizione del Comune (…),  pensiamo che di palestre se ne possono sistemare parecchie e forse farne  anche una nuova, polivalente e fruibile da tutta la cittadinanza per tutto l’anno 7/24….piuttosto che un “supermegapalazzetto”.

Se fortunatamente, e glielo auguriamo, le squadre di pallavolo dovessero arrivare ai play-off in questa stagione, dovranno emigrare per giocare la fase finale del campionato a Cuneo; ed anche in caso di promozione in SuperLega della squadra maschile: d’altro canto in sport ben più ricchi (calcio) in Città ben più ricche (Sassuolo), hanno “risolto” il problema di un impianto non idoneo alla serie nella stessa maniera da noi ipotizzata, ossia giocando altrove: l’U.S. Sassuolo Calcio, gioca da qualche anno il campionato di Serie A a Reggio Emilia. E chissà quanto altri esempi simili ci sono in giro per l’Italia.

Questa analisi, sebbene alcuni “grillini” siano anche tifosi delle squadre di pallavolo di Mondovì o più genericamente appassionati di sport o sportivi praticanti, lascia da parte le “ragioni del cuore” ed i proclami elettorali tipici di altre tipologie di politicanti, ma intende approcciare il “problema” da più punti di vista che non può solo essere quello di chi gestisce una squadra di volley di A2 o di chi vorrebbe andare a vedere le partite in un “supermegapalazzetto” sotto casa, ma pensa anche a quelle famiglie monregalesi che mandano i propri figli quotidianamente a praticare degli sport o la semplice educazione fisica “scolastica” in palestre che di “supermega” han ben poco. Tutt’altro.

MoVimento 5 Stelle Mondovì

AGGIORNAMENTO: Sembra che pioveranno, grazie a “Mamma” Fondazione CRC, tanti soldi su Mondovì (2 milioni di euro) ma non si sa per cosa e non si sa quando ma solo che deve essere un grande progetto “faro” per tutto il monregalese. Qualcuno ha ipotizzato siano per il nuovo palazzetto ma il Vicepresidente della Fondazione, ex consigliere comunale, Raviola ha specificato che nessuno ha mai detto che i fondi siano per un grande progetto a Mondovì, bensì che siano detinati a tutto il monregalese. Nonostante i possibili fondi della Fondazione CRC, la nostra posizione rimane la stessa, di buon senso, opere che servano a tutti i monregalesi (e qui concordiamo con la visione di territorio “ampia” della Fondazione).

Il servizio di internet WiFi nella Biblioteca Civica

A seguito di una nostra interrogazione comunale fatta nei primi mesi del 2013, tramite il nostro consigliere Federico Costamagna, abbiamo depositato in comune un’ulteriore interrogazione per richiedere informazioni sullo stato del servizio di rete internet Wi-Fi della Biblioteca civica di Mondovì.

Alla fine del 2012 venne introdotto il servizio di connessione ad Internet Wi-Fi (FreePiemonteWiFi) nelle strade del centro storico monregalese.  Questo sistema ha sostituito il servizio internet Wi-Fi che già era funzionante nella biblioteca civica comunale.  Il nuovo servizio aveva però una limitazione del traffico e della banda a singola utenza (2 ore/giorno). Essendo i bisogni delle utenze della biblioteca (in maggioranza studenti che hanno bisogno della connessione internet per tutto il periodo di studio), diversi rispetto a quegli degli utenti del servizio FreePiemonteWiFi (turisti e cittadini), chiedemmo, con un’apposita interrogazione al comune, informazioni a riguardo della situazione, e se era possibile risolvere questo disagio per gli utenti della biblioteca. Chiedemmo inoltre se fosse possibile ripristinare il precedente servizio all’interno della biblioteca mantenendo il servizio Free-PiemonteWiFi a solo uso urbano.

Ci venne risposto che il problema era dovuto alla presenza di un unico gestore del servizio, che la differenziazione tra il servizio bibliotecario e quello urbano non era immediata e banale,  ma che l’amministrazione si sarebbe impegnata per cercare di risolvere il problema.

Il problema tuttavia, ad oggi, sembra persistere. Il tempo di connessione è stato aumentato a 4 ore, ma risulta ancora insufficiente per coloro che desiderano utilizzare la biblioteca a fini di studio e di ricerca in maniera continuativa, ai quali l’accesso alla rete è di fatto concesso solo al mattino o solo al pomeriggio.

In questa nuova interrogazione, chiediamo al comune se ha intenzione di risolvere definitivamente il problema, e quali sono state le motivazioni e le problematiche che hanno portato, in questi 3 anni, alla sola estensione temporale del servizio, ma non alla differenziazione del servizio di fornitura internet urbano e bibliotecario.
Una biblioteca dovrebbe fornire accesso libero e illimitato alla conoscenza e nel 2016 più che mai, Internet ne costituisce il principale custode. Si tratterebbe solamente di ri-dotare la Biblioteca Civica Monregalese di un proprio servizio di connessione, perfettamente sovrapponibile a quello urbano esistente e dai costi e fattibilità ininfluenti per un bilancio comunale. Il costo sarebbe irrisorio, ma la volontà si sa, è politica.

MoVimento 5 Stelle Mondovì

DOWNLOAD INTERROGAZIONE SERVIZIO WI-FI BIBLIOTECA CIVICA

Mondovì: E’ la somma che fa il totale

Mondovì ha 22 mila abitanti circa.
Le grandi città ci vedono come se fossimo poco più di un paesone, noi Monregalesi ci consideriamo quasi una città e sotto certi aspetti abbiamo gli stessi pregi e gli stessi difetti.

Le dimensioni son quelle che sono e camminando per la città è facile imbattersi con un candidato sindaco in pectore, uno futuribile o un rappresentante a vario titolo di un “avverso” schieramento .

E ci si può fermare a parlare ed a discutere di politica nazionale, di referendum o di amministrazione locale, sostenendo con passione le proprie posizioni, senza mai trascendere.

Nella discussione si conviene di norma che Mondovì deve essere prima di tutto amministrata.

Io solitamente aggiungo che l’Amministrazione deve avere un indirizzo politico e un’idea di cosa dovrà essere Mondovì nel futuro.

Però l’arco temporale che io intendo non deve coincidere con la scadenza del mandato elettorale ma deve andare molto, ma molto oltre, almeno fino alla prossima generazione (p.s. in questo periodo il termine “oltre” può essere letto non necessariamente come avverbio o preposizione).

In sintesi occorre avere un progetto .

Io sono un Tecnico e conosco bene il significato del termine “progetto” , parolina spesso usata a sproposito solo per darsi un tono di esperto.

In un progetto devi studiare a fondo la questione al fine di ottenere il miglior risultato possibile, prevedere le criticità ed avere già una batteria di soluzioni per ovviare ai problemi che si incontreranno, non devi solo e soltanto “accontentare” il cliente di turno .

E per fare ciò ti devi circondare di altri tecnici di fiducia, pochi ma buoni, ai quali riconosci capacità e competenze e che hanno il tuo stesso obiettivo.

Come puoi avere lo stesso obiettivo se nel tuo gruppo di lavoro c’è uno che ragiona ad “impatto zero” e l’altro in maniera esattamente opposta e che quindi sai che prima o poi ti remerà contro perchè ha altre “esigenze” ?

Estendendo la metafora tecnica alle alleanze politiche che si stanno delineando a Mondovì, si ritrova sovente la stessa forma mentis confermata nelle parole che sento proferire dalla controparte :
“…ehh, ma si deve pur vincere !…” .

E quindi.

Tante liste,
tanti candidati,
tanti parenti,
tanti amici,
tante preferenze,
e di progetti e di cosa si vuole veramente per la Mondovì della prossima generazione…. arrivederci e tanti auguri .

Per dirla alla Totò, il titolo del “progetto” diventa :
” E’ la somma che fa il totale “.

Giuliano Bessone, M5S Mondovì

Chiesa dei SS. Andrea ed Evasio in Carassone: quale futuro per un gioiello architettonico e culturale del monregalese?

Immagine da www.unionemonregalese.it
Immagine da www.unionemonregalese.it

L’ex chiesa dei “SS. Andrea ed Evasio”, detta di S.Evasio, è uno dei beni culturali più significativi del territorio monregalese ed è dal 2004 in concessione al Comune per un recupero ed una valorizzazione culturale, cha a sua volta il Comune aveva dato in gestione la chiesa all’Associazione Marcovaldo.

L’Associazione Marcovaldo si trova ora però in liquidazione ed ha manifestato la sua rinuncia alla gestione dell’immobile.

Preoccupati per il futuro di questo bene architettonico di grande valore abbiamo interrogato, con il nostro consigliere comunale Federico Costamagna, l’Amministrazione in merito allo stato di conservazione dell’edificio ed a quali siano i progetti dell’Amministrazione per il completo recupero, la valorizzazione culturale e la gestione dell’immobile.

La risposta è attesa nel prossimo consiglio comunale.

 

DOWNLOAD INTERROGAZIONE CHIESA SS. ANDREA ED EVASIO

Domenica 9 Ottobre Assemblea pubblica del M5S Mondovì

1660596_722889277756284_620240166_nCome avvenuto diverse volte in passato il MoVimento 5 Stelle Mondovì  non perde l’abitudine di confrontarsi con la cittadinanza, ed organizza quindi una nuova assemblea pubblica.

Il ritrovo è fissato a Mondovì per domenica 9 ottobre alle ore 20,45 presso la Sala delle Conferenze Comunale  – Corso Statuto, 11/D.

L’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, la discussione del nuovo piano regolatore ed altri importanti scadenze fanno di questo un momento cruciale per Mondovì, l’occasione di poter far davvero sentire la propria voce e di provare concretamente a cambiare le cose.

Per questo motivo vi chiediamo di partecipare numerosi portando le vostre idee – anche le vostre critiche, perché no – e la vostra voglia di attivarsi e partecipare.

Per qualsiasi informazione: staff@movimentomondovi.it