Proposta di modifica del Regolamento del Consiglio comunale

Nel prossimo Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica del regolamento del Consiglio stesso, presentata dal sottoscritto. La proposta chiede di modificare l’articolo che disciplina la possibilità di presentare mozioni da parte dei consiglieri comunali permettendo che questo possa essere fatto da parte di un singolo consigliere (ad oggi invece sono richieste le firme di almeno 3 consiglieri).

Perchè riteniamo sia necessaria questa modifica? Per tre ragioni principali:

– Il Consiglio comunale rappresenta la collettività comunale ed è organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, la mozione è lo strumento a disposizione dei consiglieri per indirizzare le scelte dell’amministrazione, pertanto deve essere uno strumento garantito a tutti i singoli consiglieri.

– Il Consiglio comunale è suddiviso in gruppi consiliari che possono essere composti anche da un solo consigliere: a Mondovì è il caso dell’UDC, della Lega Nord, del Consigliere Bovetti e del MoVimento 5 stelle. A ciascun gruppo deve essere reso possibile lo svolgimento del mandato di indirizzo e controllo all’interno del Consiglio, anche ai gruppi formati da un singolo consigliere.

– Lo Statuto comunale, lo stesso Regolamento del Consiglio comunale e il T.U.E.L. (Testo unico degli Enti Locali) riconoscono che ciascun Consigliere comunale è rappresentante dell’intera comunità, impedire quindi ad uno di essi di poter svolgere appieno il suo mandato significa ledere un diritto di tutti i cittadini.

Lanciamo quindi un appello a tutti i consiglieri ed in particolare al Presidente del Consiglio, Ignazio Aimo ed al Sindaco, Stefano Viglione, affinchè il Consiglio comunale approvi questa necessaria proposta di modifica che permetterà a tutta la comunità monregalese di potersi esprimere pienamente  attraverso la sua assemblea elettiva e rappresentativa, il Consiglio comunale.

Federico Costamagna, Consigliere Comunale per MoVimento 5 stelle Mondovì

DOWNLOAD PROPOSTA DI MODIFICA

 

Convocato il Consiglio Comunale del 7 Aprile 2014

Il Consiglio Comunale è convocato per il giorno LUNEDI’ 07 APRILE 2014  alle ore 15,00 per la trattazione dei seguenti argomenti:

  1. Servizio  raccolta e smaltimento rifiuti – anno 2014 – piano economico finanziario TARI (art.1 L. n.147 del 17/12/2013). Approvazione. Provvedimenti.
  2. Art.172 D.Lgs 18/8/2000 n.267 – verifica qualità e quantità delle aree fabbricabili.
  3. Imposta Unica Comunale (IUC) -approvazione tariffe.
  4. Esercizio finanziario 2014 – bilancio annuale di previsione – relazione previsionale e programmatica – bilancio pluriennale – programma triennale ed elenco annuale dei lavori pubblici – ulteriori documenti allegati – approvazione – provvedimenti.
  5. Regolamento del Consiglio Comunale. Modifiche. Approvazione. Provvedimenti.
  6. Piano regolatore generale Comunale vigente – variante parziale n.19 ai sensi del V comma, art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. – controdeduzione alle osservazioni pervenute ed approvazione progetto definitivo.

FONDAZIONE CRC – DADONE (M5S): C’E’ DEL MARCIO A CUNEO, PADOAN FACCIA LUCE

La Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo è per attività tra le prime 10 in Italia, da alcuni punti di vista dovrebbe rappresentare un vanto per il territorio invece, a guardare gli intrecci d’affari che sembrano esserci, la Fondazione guidata da Ezio Falco potrebbe diventare un bubbone spaventoso. È quanto ho sostenuto come Deputato del Movimento 5 Stelle in una interrogazione parlamentare.

La documentazione prodotta dal Gruppo 19 marzo, che ringraziamo, e le numerose interrogazioni parlamentari che si sono succedute nel tempo, dal 2006 in poi, fanno pensare che ci sia del marcio a Cuneo. Qualcosa di grosso ma che si fa fatica a voler vedere.

A differenza di molti che ci hanno preceduto non siamo interessati e non vogliamo entrare nelle beghe e nei giochi spartitori dei partiti sui posti in Fondazione ma vogliamo far luce sugli intrecci d’affari che sembrano legare il Presidente della Fondazione ad una rosa di nomi che guarda caso ritroviamo in numerose società locali. Alcuni con cariche dirigenziali amministrative, altri con partecipazioni societarie, altri ancora con incarichi di vigilanza e controllo, tutti insieme appassionatamente in quello che sembra il grande club del conflitto di interessi.

E così può capitare che l’imprenditore che si aggiudica i lavori di ristrutturazione da parte della Fondazione sia anche socio (a sua insaputa?) della moglie e di una dipendente di fiducia dell’allora Presidente del Collegio sindacale della Fondazione nella stessa società che finanzia il buco di bilancio dell’azienda di proprietà del Presidente della Fondazione.

Un groviglio che vede la Piemonte Advisor Building srl, la Polo Grafico spa, la Media di Carrara Roberta & C. sas, la Riserva di Pesca Valle Pesio scarl, la Newspaper Milano srl e altre società locali, legate le une alle altre da sei nomi che gravitano o hanno gravitato intorno alla Fondazione CRC. Alcuni dei quali, ovviamente, sembrano avere sponsor politici nell’uno e nell’altro schieramento, tanto da poter considerare il modello cuneese come un modello larghe intese ante litteram (il modello precursore delle larghe intese).

Ad ogni modo, secondo la normativa vigente, è il Ministero dell’Economia e delle Finanze a dover vigilare sulle Fondazioni, per questo chiediamo che il Ministro Padoan faccia luce sulla vicenda e lo faccia non come i suoi predecessori che girarono semplicemente la domanda alla stessa Fondazione per avere chiarimenti sulle eventuali condizioni di conflitto d’interesse.

Chiarezza è quello che chiedono i cittadini per evitare che quella di Cuneo si trasformi in una nuova Monte de Paschi”.

Fabiana Dadone
Cittadina eletta alla Camera dei Deputati per il MoVimento 5 Stelle

Perché il Sole 24 Ore titola “Libertà di Stampa: prima la Finlandia, Italia soltanto in 57esima posizione. Dopo a Botswana e Niger”?

Per La GuidaPerché un giornalista dovrebbe informarsi ed informare, almeno pensavo fosse così senza considerare il fatto che per non fare il proprio mestiere molte testate, per fortuna non tutte, ricevono dei contributi statali.

Perché combattere quello che si definisce “populismo” con affermazioni tendenziose e superficiali può non essere considerato professionale.

Perché dire “trattiene per sé” è essere tendenziosi quando si sa, senza aver bisogno di essere giornalisti, che:

– Nessun parlamentare può rinunciare allo stipendio lordo ma può ridare il netto che riceve, se lo ritiene opportuno.

– Nessun parlamentare, eccetto i 5 stelle, rinuncia al netto del suo stipendio.

– Il mandato di un parlamentare prevede  che abbia dei collaboratori per poter espletare meglio la propria attività pagandoli regolarmente a differenza di quanto accaduto negli anni passati

– Qualunque dipendente in trasferta ha le spese di vitto ed alloggio rimborsate, nel rispetto di quanto scritto poco sopra

Perché dare percentuali senza indicazioni in valore assoluto e senza i dovuti chiarimenti non è solo considerabile come informazione scorretta ma risulta anche fazioso e quindi considerabile disinformazione.

Perché non era difficile prevedere che varie testate più o meno importanti, più o meno apprezzate sul piano deontologico avrebbero puntualmente spulciato la documentazione del rendiconto parlamentare (unico nel Paese) alludendo ad una ipotetica ridotta trasparenza da parte degli unici che in Parlamento si comportano da dipendenti dei cittadini e non da loro padroni.

Perché sostenere che ci siano sprechi o opacità relativamente al conto della buvette o del bar XYZ o della mensa è uguale a sostenere che un eletto non deve essere nemmeno un cittadino uguale agli altri ma un cittadino di serie Z.

E noi saremmo i populisti mentre alcuni giornalisti sarebbero i difensori della Patria ?!

Perché se secondo la classifica stilata da Reporter Senza Frontiere (http://en.rsf.org/press-freedom-index-2013,1054.html), non da Grillo, l’Italia come libertà di stampa è dopo il Botswana, con tutto il rispetto per questo paese, evidentemente i nostri giornalisti, non tutti per fortuna, non sanno o non vogliono fare il proprio mestiere.

Quello che decido di decurtarmi, in virtù del mio ruolo lavorativo in trasferta, lo decido con gli attivisti del 5 stelle in provincia di Cuneo, per  alzata di mano e a maggioranza. Venga a trovarci, si attivi e si informi meglio, non solo perché così può presentare una sua proposta per integrare il nostro lavoro ma perché è dovere di ogni cittadino informarsi, soprattutto se giornalista.

Su Pizzarotti, Grillo & Co. rispondo che Lei è così poco informato che dice diverse falsità ai suoi lettori:

– di Assessori regionali a 5 stelle non ne esistono, in quanto per ora, il MoVimento 5 Stelle non ha vinto alcuna elezione regionale e quindi non ha avuto la possibilità di esprimere alcun Assessore.

– Pizzarotti non è l’unico Sindaco 5 Stelle in Italia.

– Grillo e Pizzarotti hanno discusso e si sono chiariti ben prima che Lei pubblicasse la sua replica di venerdì 7 marzo.

– Grillo non epura nessuno. I parlamentari decidono a maggioranza se gli iscritti al portale devono pronunciarsi.

– Anche io ho dissentito da Grillo e l’ho avuta vinta su Ius Soli e Legge Elettorale. E non sono stata epurata.

– I Senatori 5 stelle sono stati allontanati dagli iscritti votanti perché considerati incapaci di accettare le decisioni a maggioranza del gruppo M5S.

– Altri Senatori 5 stelle si sono dimessi e il gruppo M5S e Grillo ne hanno solo preso atto.

Per finire non mi resta che fare i complimenti per l’unica informazione utile data ai cittadini: esiste una voce “altro” che non è specificata, è vero. Il sistema www.tirendiconto.it non è stato fatto da programmatori professionisti o da Casaleggio, ma dagli stessi eletti ed i loro assistenti. E’ stato di recente aggiornato al dicembre 2013 ed entro poche settimane non esisterà più la voce “altro” nel database, il sistema è in continuo perfezionamento, e provvederò a pubblicare lo specifico di ogni voce

Infine la saluto con due domande che un giornalista dovrebbe, a mio avviso, porre ai suoi lettori:

– Perché solo i parlamentari M5S versano soldi sul conto al Ministero dell’ Economia per le PMI in difficoltà quando lo potrebbero fare tutti?

– Perché i parlamentari non approvano una legge per ridurre il loro stipendio a 5 mila euro lordi al mese? Con questa semplice modifica si guadagnerebbero ulteriori 6 mila euro a parlamentare al mese. Un buon inizio anche se non abbastanza ma sulla restituzione, prendendo l’esempio mio di altri parlamentari del MoVimento 5 Stelle, in 10 mesi non si sarebbe arrivati a 46 mila euro ma a 106 mila euro.

Con le stesse spese!!!

Fabiana Dadone,

Cittadina Eletta per il MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati.

PS questo post/comunicato stampa, prende spunto da due articoli de La Guida di Cuneo

La Guida, emolumenti Fabiana Dadone La Guida, Dadone su stipendio 07.03.14