RICORSO AL TAR CONTRO LA GIUNTA VIGLIONE – ATTO FINALE

Al Sindaco di Mondovì dott. Stefano Viglione

Come preannunciato attraverso alcuni Comunicati Stampa, come Capogruppo e Consigliere Comunale del MoVimento 5 Stelle Mondovì Le confermo l’intenzione di procedere con il ricorso al TAR, Tribunale Amministrativo Regionale, se non ci saranno modifiche in merito alla composizione della Sua Giunta Comunale entro Sabato 30 Giugno 2012. Questa data è dettata dai tempi della giurisprudenza e del buon senso.
Le motivazioni per cui è possibile chiedere la revoca della Giunta Comunale sono:

1) data la modifica all’art 51 della Costituzione, che sancisce e promuove pari opportunità tra donne e uomini all’interno delle cariche elettive degli organi istituzionali;

2) data la sentenza del tar del Lazio del luglio 2011 che accoglie il ricorso per la violazione dello Statuto del Comune di Roma che prevede una presenza equilibrata tra donne e uomini;

3) data la presenza di principi di tutela e promozione delle pari opportunità negli Statuti Comunali italiani.
Lo Statuto del Comune di Mondovì parla di pari opportunità è al seguente articolo:

Art. 12 Pari opportunità

1. Il Comune cura l’adozione di iniziative idonee atte a promuovere, nell’organizzazione del lavoro, la pari opportunità tra i due sessi.
2. Promuove e favorisce la presenza di entrambi i sessi nella Giunta, negli altri organi collegiali del Comune, nonché negli Enti, Consorzi, aziende ed istituzioni da esso dipendenti.
Le chiedo, quindi, di trovare una o più donne, capaci e competenti, da inserire nella Sua Giunta per rispettare lo Statuto Comunale e la Costituzione Italiana.

Cordiali saluti.
Federico Costamagna
MoVimento 5 Stelle Mondovì

Acqua Pubblica: diecimila firme contro la gara d’appalto europea

Pubblichiamo quanto segue in segno di doveroso rispetto per i comitati dell’acqua

IL REFERENDUM è STATO ANCHE UN VOTO CONTRO LE MAFIE!

Come Comitato Cuneese Acqua Bene Comune ci siamo spesso trovati a dover rispondere ad articoli che cercavano di denigrare il risultato referendario e chi l’ha promosso, spesso abbiamo dovuto denunciare l’uso della falsità o del terrorismo psicologico come arma per convincere i cittadini che i referendum fossero un pericolo per la gestione del servizio idrico integrato. Di volta in volta si sono richiamati il caos normativo e l’impossibilità di effettuare investimenti disegnando scenari più o meno catastrofici ma mai come nel caso dell’articolo dal titolo “Acqua Pubblica: 10.000 firme contro la gara d’appalto europea” e a firma Claudio Bo, comparso il 15 giugno su Provincia Granda, si era arrivati ad affermare che “proprio le norme abrogate dal referendum potrebbero favorire le mafie interessate a reinvestire nella rete idrica denaro sporco”. Si tratta di un’affermazione gravissima e offensiva che va a ledere in particolare il lavoro di quegli attivisti del Forum Italiano per i Movimenti dell’Acqua che con la criminalità organizzata fanno i conti tutti giorni e che ad esempio per le loro denunce sulle zone d’ombra della Sorical, società mista affidataria della gestione del servizio idrico in Calabria e il cui socio privato è la multinazionale Veolia, si sono visti recapitare a casa cartucce di lupara e incendiare il centro sociale “Cartella” dove si riunivano. Gli attivisti calabresi, come noi, chiedono il rispetto del risultato referendario e una gestione pubblica e partecipata dell’acqua che spaventa la criminalità organizzata la quale è invece interessata, con il beneplacito di amministratori e gestori compiacenti (ad oggi sono 26 quelli indagati in Calabria per i fatti denunciati anche dagli attivisti dei comitati calabresi), ad inserirsi proprio in quelle zone d’ombra dove nessun controllo è possibile. È risaputo che se c’è un luogo dove il denaro sporco viene facilmente riciclato è proprio nella catena di affidamenti di appalti che molto spesso fuggono al controllo pubblico ma su questo, a parlare per noi, ci sono numerose inchieste nel nostro bel paese a fare storia.

Infine qualche precisazione per ripristinare una corretta informazione: se come comitato diciamo che quelle delibere sono illegittime e vanno ritirate è perché la gara d’appalto è giustificata a partire dagli obblighi che imponeva l’articolo 23 bis ormai abrogato. Non è illegittimo indire una gara d’appalto ma chiediamo all’ATO responsabilità politica: se si vuole indire una gara d’appalto lo si faccia pure ma smettendo di prendere in giro i cittadini con obblighi legali e iter burocratici che non esistono più. La scelta della ripubblicizzazione o meno del servizio idrico integrato è tutta politica e noi chiediamo che ci si assuma la responsabilità di tali scelte di fronte al fatto che 27 milioni di italiani sono andati a votare perché la gestione dell’acqua sia fuori dal mercato e senza profitti. È in questo senso che le delibere in questione non rispettano il voto del 12 e 13 giugno dello scorso anno.

Non esiste nessuna “situazione di enorme incertezza normativa” né dal punto di vista nazionale né dal punto di vista provinciale: dopo i referendum si è tornati al diritto comunitario europeo che permette l’affidamento attraverso gara d’appalto, attraverso società in house ma anche attraverso società consortili di diritto pubblico; poi ci sono le sentenze di ammissione dei quesiti referendari che dicono che in caso di vittoria, il risultato è immediatamente applicabile. Non ci vorrete far credere che una delibera dell’ATO ha valore giuridico superiore a tutto questo? Basta raccontare corbellerie come questa o come la narrazione che se si procede alla ripubblicizzazione ci si trova di fronte all’impossibilità di arrivare ad un’ottimizzazione del servizio, alla sistemazione delle reti idriche e all’uniformità delle tariffe che sono contenuti anche della legge di iniziativa popolare proposta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. La verità è che il risultato dei referendum fa paura a chi vorrebbe continuare a gestire la cosa pubblica senza che i cittadini ci ficchino il naso più di tanto, senza che il manovratore sia disturbato e debba rendere conto di come sta amministrando. Affronta l’argomento in maniera demagogica chi continua a scrivere, proprio come fa Bo nel suo articolo, che l’acqua resta pubblica anche se la gestione è privata o mista: non stiamo parlando di un bene di consumo come un altro visto che l’acqua è una risorsa naturale da preservare e che in molte analisi giuridiche è definita come “monopolio naturale” dove la concorrenza verrebbe meno proprio per le caratteristiche del bene.

Nell’articolo si accenna poi alla società di gestione Mondo Acqua che ricapitalizza e non distribuisce dividendi; qualcuno però dovrebbe spiegare ai cittadini perché nel suo programma di interventi per il periodo 2011-2016 la stessa società scrive:

Gli interventi contenuti nelle tabelle allegate sono una quota parte degli interventi necessari a garantire la corretta gestione del servizio idrico integrato da parte dello scrivente. (…) Poiché gli interventi tariffari risultano insufficienti per l’esecuzione degli ulteriori investimenti, si rende necessario, da parte di  codesta Autorità, il reperimento di fondi pubblici, volti a finanziare gli interventi medesimi.” Non basta l’intervento dei privati nella società (partecipata anche dal colosso Iren), non basta il sistema tariffario che prevede anche il recupero degli investimenti in tariffa, non basta la partecipazione del pubblico attraverso i comuni … si chiede all’Autorità Pubblica, cioè ai cittadini, il recupero di altre risorse; ci viene da pensare che a fare gli imprenditori con i soldi pubblici e senza rischio d’impresa sono capaci tutti.

Comitato Cuneese Acqua Bene Comune

Resoconto Consiglio del 18 Giugno 2012

Il consiglio si è radunato alle 16.00 con questo ordine del giorno e dopo l’appello è iniziata la discussione dell’ordine del giorno. E’ stato presentato il Resoconto finanziario dall’Assessore Giulio Marini ed è quindi iniziata la discussione con interventi più dalla minoranza e che dalla maggioranza con le solite “note di colore” del consigliere Raviola (Fiducia in comune) che dice che non si aspettava un intervento di coloro che non erano nella precedente amministrazione. Si riferiva a Gambera (Mondovì in Movimento).

Qui il mio intervento.

La replica della Giunta non manca di sorprese. Marini ammette che il bilancio sia poco comprensibile ma lo dà come dato di fatto impegnandosi a renderlo più comprensibile. Viglione replica al mio intervento dicendo che il bilancio è on-line e quindi accessibile.

Io ri-replico dicendo che il Sindaco farebbe bene a passare dall’altra parte della barricata, a provare ad essere un semplice cittadino, ad andare sull’infelice sito del Comune, di trovare (non senza fatica) il bilancio e scaricarlo. Bene, si troverà davanti un file pdf con una semplice tabellina da cui non si comprende nulla del bilancio! Niente è spiegato.

Interviene quindi il consigliere Ciro Gola (UDC) a difesa del Sindaco che dice “non credo che  l’80% dei cittadini voglia conoscere il bilancio” e che spetta a noi consiglieri spiegare il bilancio ai cittadini, a fare da collegamento.

Non ho più replicato a Gola, semplicemente lo inviteremo alle nostre serate, a confrontarsi con i cittadini, a spiegare loro il bilancio.

Alla votazione mi sono astenuto, non essendo, sia il Rendiconto, sia la Variante parziale n.17, provvedimenti a cui abbiamo partecipato alla compilazione.

Sulla Variante parziale non c’è stata discussione.

 

Intervento in Consiglio del 18 Giugno 2012 sul Rendiconto finanziario 2011

Signor Presidente, Sindaco, Assessori e colleghi Consiglieri, ci troviamo qui a votare l’approvazione del Rendiconto Finanziario 2011, quindi il documento conclusivo del Bilancio 2011, opera della precedente Amministrazione.

Documento alla cui stesura ed elaborazione noi non abbiamo preso parte, né come rappresentanza Consigliare, siamo stati infatti eletti un mese fa, né come cittadini. Sebbene il Sindaco nella prima seduta di Consiglio abbia parlato di “porte aperte ai cittadini”, poco o nulla di come venga amministrata la cosa pubblica esce purtroppo da queste mura. Non entrerò quindi nel merito del documento ma mi permetto due osservazioni:

  • La prima è un rammarico, già espresso da altri Consiglieri, su quanto questo documento sia incomprensibile ai più, ai normali cittadini; un rammarico ancor più grande visto che questo documento dovrebbe essere il bilancio di ciò che è stato fatto da quell’Amministrazione che dovrebbe essere più vicina ai cittadini, il Comune.
  • La seconda osservazione è un appello alla maggioranza, in quanto il primo punto del loro programma è la partecipazione. Bene, mi aspetto quindi che nei prossimi bilanci si possa pensare, anche solo ad una piccola quota, diciamo il 5%, di bilancio partecipato, facendo in modo che scelgano i cittadini le loro priorità. E’ molto semplice: si fanno una serie di incontri pubblici e si ascoltano, per una volta, proprio i cittadini.

Se questo tipo di proposta non sarà da Voi presentata, state pur tranquilli che la presenterà il MoVimento 5 stelle, sicuri che ben l’accetterete, visto il vostro programma.

RICORSO AL TAR CONTRO LA GIUNTA VIGLIONE

“Due donne su 23, vale a dire l’8,7 per cento scarso: questa la rappresentanza femminile (…). Un dato che si commenta da sé, con una percentuale assolutamente indegna d’una Comunità civile e progredita. Per intenderci, non sono una paladina di riserve indiane e quote rosa; ma neppure, come dire, entusiasta d’uno scenario, con rispetto parlando, da ‘Terzo Mondo’. O da ‘Italietta’ degli anni Cinquanta. Non credo che gli enti chiamati (…) a designare il consiglio generale della stessa possano andare orgogliosi di questa situazione”.

Gianna Gancia, presidente Provincia di Cuneo, Lega Nord, marzo 2011, in merito alle nomine nel consiglio generale della Fondazione CRC.

“Un rammarico: ho cercato di trovare un percorso utile a individuare una rappresentanza femminile all’interno della Giunta, ma l’esito elettorale non ha fornito indicazioni utili al riguardo”.

Stefano Viglione, sindaco di Mondovì sostenuto dalla Lega Nord, giugno 2012, in merito alla “nuova” Giunta da lui appena nominata.

Stupiti dalle parole del Sindaco Viglione che fa riferimento all’esito elettorale per giustificarsi agli occhi del mondo per aver scelto i “soliti noti”, i soliti compagni di merende, benché sia arcinoto che la composizione della Giunta possa “valicare” i confini dell’esito elettorale, prendiamo atto che trai i “soliti noti” manchino rappresentanti del gentil sesso ed altresì prendiamo atto che le azioni dello stesso “neo” Sindaco Viglione non fanno altro che portare Mondovì a livello di “terzo mondo” o indietro nel tempo addirittura ad una “Italietta degli anni cinquanta”. Insomma il “neo” Sindaco Viglione con il suo ZERO percento di donne in Giunta ha “una percentuale assolutamente indegna d’una Comunità civile e progredita”.

Benvenuti nella “nuova” Mondovì. E chissà se la Presidente Gancia i concetti sopra esposti li abbia ribaditi al Sindaco Viglione. Vabbè…per esserne certi ci abbiamo pensato noi.

Confermiamo che il MoVimento 5 Stelle Mondovì quando sarà chiamato a farlo non governerà tenendo a mente l’obiettivo della prossima elezione, tanto meno la precedente e ancor meno “dirà grazie” a nessuno con poltrone e quant’altro; soprattutto, in linea con il progetto Equal avviato nei mesi scorsi dal Gruppo Consiliare Regionale, progetto che promuove, tra l’altro, una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica, il MoVimento 5 Stelle rende noto che presenterà ricorso al TAR contro la composizione della “neo” Giunta Viglione affinché le leggi dello Stato Italiano vengano applicate anche a Mondovì. Chi fosse interessato a condividere con noi questo cammino può contattarci all’indirizzo di posta elettonica mondovi@piemonte5stelle.it.

MoVimento 5 Stelle Mondovì