Intervista di Marco Turco (Unione Monregalese) a Giuliano Bessone (M5S)

Torino e Roma hanno un sindaco donna e a 5 Stelle. Ci fa il suo commento?

«Considero Torino un risultato ancora più significativo di Roma. Nella capitale ha pesato molto l’onda di protesta per una gestione pessima delle precedenti amministrazioni, ma Torino è un successo del Movimento. È la dimostrazione che non siamo più “il partito di Grillo”. Oggi Beppe Grillo si è fatto da parte, il 5 Stelle cammina con le proprie gambe. Ora siamo alla prova dei fatti, dimostreremo quel che sappiamo fare».

Da dove viene il voto a Chiara Appendino? Merito del simbolo o della candidata?

«Dire un “50 e 50”. Secondo me il Movimento, in Italia, oggi pesa il 20-25%. A Torino avevamo il miglior candidato possibile: lontana, se vogliamo dirla così, dallo stereotipo del “grillino arrabbiato con tutti”. Chiara Appendino, che conosco, è una persona seria, preparata, che viene da una famiglia di media borghesia. Il Movimento ha il proprio peso, la Appendino aveva il suo».

La ritiene una vittoria importante? E se sì, cosa significa?

«La ritengo molto importante. Io credo che il significato stia nel fatto il PD ha perso completamente di vista le priorità e i bisogni di quelli che dovrebbe essere il suo elettorato, ovvero il ceto medio-basso. Fassino, nei suoi discorsi, quasi non voleva toccare quegli argomenti: la povertà, la disoccupazione. I numeri dimostrano che la Appendino ha sfondato nei quartieri poveri, nelle periferie: lì Fassino non si è nemmeno fatto vedere. Ormai il “centrosinistra” ha perso di vista quelle persone e i loro veri problemi».

Avente vinto a Roma: la capitale d’Italia governata da quelli che, a detta di tutti, non avrebbero mai vinto nulla. Non è banale. Gli attacchi mediatici nei vostri confronti, diciamolo sono stati molti. Ora le cose cambieranno, nei confronti del 5 Stelle?

«Secondo me le cose sono più articolate: qualcuno cercherà di salire sul carro del vincitore, ma soprattutto ora il Movimento comincerà a essere visto sotto un’ottica diversa. Gli attacchi, a Roma, ora saranno anche più feroci. Ma anche per noi le cose cambiano: governare Roma non è come governare Parla, si parla della capitale… è quasi uno Stato a sé».

Olimpiadi si, o Olimpiadi no?

«Assolutamente no. Non ha neppure senso pensarci, con le casse del Comune in quelle condizioni. Prima di pensare a comprarci una Ferrari dovremmo preoccuparci del fatto che non abbiamo i soldi per mettere la benzina nella Panda…».

Lo abbiamo scritto due settimane fa: lei sarà il candidato 5 Stele nel 2017. Quel che è successo a Torino potrà influenzare il voto a Mondovì?

«Mondovì e Torino hanno una situazione, per certi versi, simile: entrambe sono città “roccaforte” di una parte politica, là di centrosinistra, qua di centrodestra. Ovviamente non posso sapere cosa succederà: ma devo dire che i recenti movimenti fra gli schieramenti, i discorsi sulle alleanze o le divergenze, mi paiono un segno di debolezza. Quello che ho detto del PD a Torino potrebbe valere anche l’amministrazione di Viglione: mi pare che non sia più in sintonia col polso di questa città».

Va bene, ma non ci ha detto se secondo lei questo risultato potrà influenzare il voto qua…

«Non nel senso di una ricaduta elettorale diretta: ogni elezione amministrativa è un caso a sé. Ma forse può essere visto come un esempio che la coerenza, che il Movimento 5 Stelle ha sempre avuto, ha un suo peso. Oggi la parola “coerenza” è vista quasi come una cosa negativa… sento dire che “solo gli stupidi non cambiano idea”. Non sono d’accordo: la gente chiede coerenza, e questa è la nostra caratteristica».

Quali sono i nodi che lei, se diventasse sindaco, affronterebbe? Cosa propone il 5 Stelle per Mondovì?

«Non proponiamo opere faraoniche, non facciamo promesse. Oggi è passato il tempre delle promesse elettorali: in primo luogo perché nessuno si inventa nulla, e in secondo luogo perché la gente non ci crede più».

Ci fa qualche esempio specifico? Qualcosa, diciamo, che inserirete nel programma?

«Sarà un programma coerente coi nostri principi: riduzione del consumo del suolo, raccolta differenziata, coinvolgimento della città nella stesura del bilancio. Non parleremo di interventi-spot, perché non è di quello che questa città ha bisogno, ma di una programmazione che guardi al futuro».

Secondo lei come sarà la prossima campagna elettorale?

«È presto per dirlo. La città è piombata in campagna elettorale con mesi di anticipo, le notizie che avete pubblicato hanno dato uno “scossone”… ma è ancora troppo presto, ci saranno molti movimenti e assestamenti. Penso che il 5 Stele sarà l’unica forza che dimostrerà coerenza. Le alleanze non ci interessano, come abbiamo risposto a chi ci ha chiesto di allacciare un dialogo, ovvero MoMo. È una questione, ancora, di coerenza. Se credo nelle mie idee, non ho bisogno di apparentarmi con un’altra lista per farle valere di più. Non abbiamo “tutor”, non abbiamo mentori: saremo una lista fatta di persone che ci mettono la faccia e che non devono rispondere a nessuno. Gli attacchi elettorali? La reazione piccata di Mondovì Oltre alla nostra posizione sui “dialoghi civici” ci ha fatto riflettere: forse, di colpo, siamo diventati un soggetto di cui tenere conto?».

Il programma mancato della Giunta Viglione. Il commento del M5S Mondovì sull’intervista al Sindaco, quando manca un anno alla fine del mandato.

Abbiamo letto  con particolare attenzione l’intervista al Sindaco Viglione pubblicata su L’Unione Monregalese e, visto che come movimento politico abbiamo seguito questi 4 anni dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale (con il nostro consigliere comunale Federico Costamagna), abbiamo alcuni doverosi commenti da fare.

Il Sindaco racconta infatti di avm_52a6313b69er realizzato buona parte del suo programma di mandato ma evidentemente per “programma” egli intende praticamente il solo Polo Scolastico che sarà inaugurato a settembre (nonostante il parere negativo di centinaia di cittadini monregalesi e di Piazza in particolare). Mentre a quanto pare non rientrano più nel suo “programma” opere quali l’ascensore Breo-Altipiano (a perfetto impatto ambientale zero perché proprio non si vede),  l’ascensore inclinato di Piazza d’Armi e il Polo culturale delle orfane, tutti rinviati ad anni futuri. Ricordiamo inoltre che in campagna elettorale egli aveva anche promesso la pista ciclabile Sant’Anna-Ospedale, richiesta da una petizione di più di 1000 cittadini, che nei fatti non è neanche lontanamente stata presa in considerazione da questa Amministrazione: neanche uno studio di fattibilità, niente. Senza dimenticare la messa in sicurezza dell’ex-Teatro Sociale e la Biblioteca Civica circa i quali si parla da anni: di rinascita, per il primo, e di ricollocazione per la seconda. E circa Piazza ci sarebbe da aprire un capitolo “così” visto lo stato di abbandono in cui versano vaste zone del quartiere.

Perché queste opere sono rimaste ferme o non sono mai partite?

Errore di programmazione?

Mancanza di fondi?

O era semplice propaganda elettorale?

Ad ogni buon conto a farne le spese sono stati gli alberi posti tra il Bastione Monte Grappa e via della Cornice, le mura storiche di piazza d’Armi,  e – come al solito – i soldi dei contribuenti.

Anni fa il Sindaco spiegava che l’ascensore Breo-Altipiano avrebbe permesso un risparmio di diversi minuti di tempo prezioso; per contro alcuni cittadini si chiedevano il significato dell’opera visto e considerato che un ingresso dell’ascensore è posto su una strada senza fermate di mezzi pubblici e l’altro nel piazzale di un distributore,  quindi con tanti saluti al concetto di Movicentro.

Ad ogni critica sull’operato, la Giunta risponde sistematicamente con “eh, però abbiamo fatto il Polo Scolastico”, come se questo fosse sufficiente per dare un’aura di splendore all’Amministrazione. Polo Scolastico che in maniera buffa si “interseca” – quasi fisicamente – con una altro progetto quale la strada per la Madonnina per la quale è stata fatta una variante urbanistica ad hoc. C’è qualcosa di troppo? O è normale che su un versante di una collina, di per se già complicato, si veda nascere una struttura importante come il Polo Scolastico a tre metri da una strada?

Un’amministrazione, veramente seria e capace, quando inizia un progetto ne quantifica i costi, e decide di conseguenza. Così non pare sia stato, o per lo meno nella migliore delle ipotesi, qualcosa è andato storto a livello di programmazione.

Anni fa fu raccontata laS_db05ed8017 favola che Mondovicino avrebbe dato occupazione, lustro, turismo, e tutta una serie di ricadute economiche su Mondovì. Mentre oggi è sufficiente farsi  un giro per il Centro Storico per scoprire locali sfitti, attività cessate, fallimenti, e questo nonostante l’intervento di restyling di via Sant’Agostino e via Pian della Valle;  con questi ultimi interventi si è avuta però l’impressione che l’Amministrazione abbia voluto mettere una pezza, tardiva, agli errori commessi nel passato.

In sintesi, da parte nostra, si può riassumere la politica fin qui praticata in poche righe: tenere il piede in due scarpe; da un lato fare cassa con i centri commerciali e dall’altra dichiarare di voler proteggere il piccolo commercio. Nel caso specifico però la storia ha preso una piega diversa, Golia ha schiacciato  Davide.

Dopo il tentativo (fallito) di voler portare Mondovì oltre la soglia dei 30mila abitanti (!) con la Variante al Piano Regolatore del 2004 (tra cui incluso il famigerato Altipiano Bis con ettari di aree agricole pronte ad essere sacrificate in nome del “progresso”), dopo il già citato Mondovicino, adesso è l’ora di prepararsi per la prossima campagna elettorale e fare cassa mediatica parlando di nuove opere su Mondovì che porterebbero lavoro, progresso e benessere.

Ai monregalesi diciamo: attivatevi, controllate cosa fa il Comune con i vostri soldi, verificate cosa è stato fatto e cosa no. Non lasciamo il futuro della città agli annunci e alla campagna elettorale.

Movimento 5 Stelle Mondovì

Teatro Sociale di Piazza: Le condizioni continuano a essere precarie. Quali i futuri sviluppi? Da troppi anni la situazione (di pericolosità) è sempre la stessa.

Il Teatro Sociale di Mondovì Piazza è un gioiello della Città che è stato, purtroppo, lasciato cadere in rovina nel corso degli anni e che ora versa in pessime condizioni strutturali, rappresentando un pericolo. Il tema della sua messa in sicurezza è ormai da qualche anno un tema ricorrente di tutti in consigli comunali (insieme a tante altre opere pubbliche necessarie e/o promesse alla città…) alla quale però non è ancora stata data una soluzione.

Foto da www.unionemonregalese.it
Foto da www.unionemonregalese.it

L’Assessore Barello durante l’ultimo Consiglio Comunale aveva dichiarato che per eventuali interventi si deve procedere in accordo con la Soprintendenza Regionale e che l’edificio è comunque costantemente monitorato. Vista l’estrema necessità della messa in sicurezza dell’edificio e la preoccupazione a noi manifestata da molti monregalesi, il M5S Mondovì, tramite il Cons. comunale Federico Costamagna, ha presentato un’interrogazione per cercare di capire (ed informare i cittadini tutti) quale sia lo stato della procedura di messa in sicurezza dell’edificio.

Ricordiamo infine che il Teatro Sociale deve essere sicuramente messo in sicurezza, ma che esso è un gioiello della città che può e deve essere oggetto di studio e valorizzazione, ad esempio attraverso un bando aperto a giovani architetti che possano esprimere idee innovative per l’immobile. Noi le idee abbiamo provato a metterle in campo ad ogni Consiglio comunale, ma dall’Amministrazione Viglione non è mai arrivato nemmeno un cenno…

MoVimento 5 stelle Mondovì

DOWNLOAD Interrogazione condizioni Teatro Sociale di Piazza

Biblioteca civica: cortile interno ancora inagibile e lavori non eseguiti nonostante le promesse dell’Ass.Barello

È ormai iniziata l’estate, ma per tanti studenti, universitari e liceali in primis, è tempo di studi e di esami.

mondovSarebbe bello, nella nostra biblioteca civica, scelta fortunatamente da tanti studenti come area di studio, avere un piccolo spazio all’aperto, anche solo un cortile, da poter usufruire di tanto in tanto per rendere le giornate di studio meno tediose.

Fortunatamente la Biblioteca Civica di Mondovì dopo l’intervento di aprile/maggio – come da risposta dell’Assessore Barello alla nostra interrogazione di fine gennaio – è finalmente nuovamente dotata di un cortile usufruibile dagli utenti.

Ah…no… è tutto ancora come prima.

Eppure queste erano le parole dell’Assessore Barello: << La riapertura è prevista entro la fine di maggio. >>

Parole a cui non sono seguiti però i fatti.

Il MoVimento 5 Stelle Mondovì ha presentato quindi, tramite il suo Consigliere Comunale Federico Costamagna, un’ulteriore interrogazione con la quale chiede conto della riapertura del cortile promessa dall’Assessore Barello nella sua risposta, ma ad oggi ancora non fruibile da parte degli utenti. La risposta è attesa nel prossimo consiglio comunale.

 

MoVimento 5 stelle Mondovì

 

DOWNLOAD INTERROGAZIONE MANCATI LAVORI CORTILE BIBLIOTECA CIVICA

Mondovì #OltreMoMo che valori ha?

La Mondovì oltre le ideologie, in vista delle amministrative, sembrerebbe quella che abbiamo sempre sognato ma è soltanto l’ultima ammucchiata politica locale, nulla di nuovo all’orizzonte, purtroppo. La città si sveglia con l’alleanza nazionale Costa-Renzi palesata anche in vista delle amministrative.

Non c’è trucco, non c’è inganno, c’è massima trasparenza in ciò che sta accadendo ma perde identità politica il cittadino che ha sempre creduto al valore delle ideologie. Brutto doverlo ricordare ma: ve l’avevamo detto che le ideologie sono morte!

Voi direte: e perché mai voi grillini non siete contenti? Avete botte piena e moglie ubriaca, l’alleanza palesata che non potrà che rafforzarvi, e la conferma che quello che sostenete da anni è realmente vero: le ideologie sono morte.

Tutto vero ma noi speravamo di non dover essere più necessari, quello che facciamo da anni è cercare di stimolare la politica, imporle certi paletti etici, e sparire una volta per tutte. Questo vorremmo dare come contributo ma Mondovì Oltre e MoMo sono la dimostrazione vivente di quanto siamo stati superficiali nella valutazione.

L’etica è un valore, come i valori che una volta contraddistinguevano le ideologie di destra e sinistra, essere post-ideologici voleva dire ammodernare quei valori, attualizzarli al contesto contemporaneo di un etica di destra e sinistra ma non certo tradire i valori che stanno alla base della politica.

Per anni abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio, per anni abbiamo cercato l’alleanza post-ideologica con la politica, per anni abbiamo spiegato che l’unica alleanza possibile è sulle idee non sui simboli perché le idee sopravvivono a persone e simboli.

Io ora mi chiedo e chiedo a te elettore di sinistra tradito e a te elettore di destra tradito: su quali valori è siglata quest’alleanza? Su quale base di ragionamento dici ad esempio “stop al consumo di suolo” e “costruire è un’opportunità” nello stesso momento?

Non sono contro l’apparentamento di questa o quella forza politica ma l’unione dev’essere l’atto finale di un programma condiviso, non l’imposizione del prendere o lasciare. Qual’è il programma condiviso da #OltreMoMo?

Ergys Haxhiu

Pronti per le amministrative 2017!